mercoledì 9 novembre 2011

Di Lamu, delle fandonie giornalistiche e dell’ipocrisia mussulmana

Di Lamu e del Kenya e dei somali avrete letto o visto qualcosa di sicuro.
Fantastico l’articolo dell’”inviato”di Repubblica che scrive: “Kenya, la guerra nel paradiso”, infilando una dietro l’altra una serie di inesattezze e stronzate che la dicono lunga sulla condizione dell’informazione dello Stato delle Banane. Meglio ancora il TG3 che raccomanda di avvertire amici e parenti che sono in Kenya di scappare!!!
Così, dato che in Kenya ci sono, e che sono pure vicino alla Somalia ho deciso di andare via terra a Lamu, da solo. Che fa tanto avventuriero ma che poi invece alla fine….
Nel mio libro “Mad(e) In Kenya” ho già celebrato Lamu, stavolta non vado a celebrare niente, voglio smascherare e scrivere quello che NON si deve scrivere.
Salgo nel pullman della Tawakal, chair n. 7, prenotazione: mister Poulicio. Mai come qua ho visto storpiare il mio nome così tante volte.
Sono l’unico bianco chiaramente, e dopo poco tutti mi chiedono con discrezione chi sono, e perché vado a Lamu. Resto vago e nebuloso, in perfetto stile mussulmano.
Al primo Police check salgono due soldati armati di fucili Fal e si siedono al lato opposto del mio. Sono la nostra scorta. Uno si addormenta subito, l’altro resiste dieci minuti. E’ con questo genere di Rambi che dovremmo spezzare le reni ai somali! Ma va là ma va là!

Il viaggio sarà lunghissimo, la strada, quando è asfaltata, s’inebria di buche insidiosissime, ma dato che è quasi sempre sterrata, arriviamo dopo 7 ore (180 km!), e dico pure bravo all’autista, non fora mai, mentre lungo il viaggio, doppiamo tutti gli altri autobus delle altre linee che forano, rompono giunti semiassi e quant’altro. Anche se sembrano dei pazzi scatenati, sono convintissimo che i driver africani siano i più bravi del mondo! Parlo serio.

Già a Mokowe, dove finisce la Terra e si apre l’Oceano, capisco che aria tira. È piena di beach boys falsi, drogati e puzzolenti che si avvicinano con quei sorrisi schifosi a rompere le palle che se potessi e avessi una pistola, ne stendere subito una decina e poi mi farei una bella dormita.
Riparlo molto serio.
Nel pubblic boat mi siedo accanto ad un vecchio signore pulito, discreto e sorridente. Tira fuori il cellulare e fa partire della musica mussulmana guardandomi come a dire: visto? Anch’io c’ho il cell galattico. Parliamo un po’. Gli chiedo che aria tira. Scrolla la testa. Somali? Domando. Riscrolla la testa e mi fa un gesto muto in avanti. Indica due beach boys che spadroneggiano il dhow. Non avevo dubbi.
A Lamu Island me ne ritrovo intorno una decina che mi offrono la camera a prezzi scontati, l’escursione a prezzi scontati, qualsiasi tipo di droga a prezzi scontati. Rispondo in swahili stretto e diretto,la metà sparisce. So dove trovare una camera a prezzo basso (7euro), ma quando arrivo lì in quattro si presentano alla reception a chiedere la commissione. La padrona, Sabrinah, mi conosce e mi guarda come a dire, ma gliela devo dare? Chiudo la porta dell’hotel e le dico a voce alta di chiamare subito la Polizia. Spariscono tutti in due secondi. Adoro la gente con i coglioni, soprattutto quando ce l’hanno al posto del cervello.

M’incontro con Isac, un carissimo amico Kikuyu, un domatore di computer conosciuto a Malindi che per problemi di cuore si è trasferito a Lamu perdendo grandissime opportunità di lavoro.
Parleremo poco di questo, esce da un esaurimento nervoso e non domando niente, so che la moglie lo tradiva in lungo e largo e lui, persona per bene e intelligente, aveva optato per una resa dignitosa invece di far scorrere sangue come duopo in questi casi.
Di Lamu invece parliamo e molto, davanti a gustosissimi frullati di mango e samosas a modino.
“Mauricio, questi sono tutti una massa di vagabondi. Non vogliono lavorare, vogliono solo ubriacarsi, drogarsi e scopare ragazzine (sopra i 12 anni non c’è ragazzina vergine da queste parti, NDA). Loro con i somali ci vanno abbraccettati da sempre. Traffico d’armi, droga, omicidi e rapine. Da sempre”.
Concordo in pieno.
L’inglese ucciso nell’isola di Kywayuni era un bizman con grossissimi interessi di terreni in Lamu e isole vicine. Sicuramente a pestato i piedi a qualche Omari di Lamu, non certo ai somali, ma la scusa era buona e la spietatezza di certi mussulmani oramai è solo un dato storico. Come la storia della povera francese paraplegica morta (non uccisa) in mano “ai somali”.
Io l’ho conosciuta quando dirigevo il Lamu Palace sei anni fa.
Non era paraplegica (lo è diventata dopo un incidente stradale) e beveva come una spugna. Il padrone dell’albergo mi avvertì di trattarla bene quando veniva a scolare alcolici. Come di trattare bene un’altra Inglesina che faceva la Karen Blixen (che era notoriamente una puttanona alcolista), anche perché, e questo me lo sussurrò all’orecchio, erano due agenti della CIA. Era il segreto di Pulcinella, lo sapevano tutti.
Fa strano che nessuno ad oggi abbia scritto una parola di questo dato che invece mi sembra importante giornalisticamente, e decisivo a livello di indagini. No?

La sporcizia a Lamu è sempre stata una componente abituale. Ma adesso siamo arrivati a dei livelli da epidemia. Buttano tutto a mare, ma proprio tutto: cassette di legno, bottiglie vuote, plastica, avanzi di pesce
decomposto. E poi dieci metri più in là pescano. Questo è uno dei motivi per cui qua in tutta la mia vita non ho mai mangiato un pesce.
Riso, verdure e via a andare.

Isac mi lascia qualche ora: vorrei scopare mi dice. Con innocenza.
Gli africani son fatti così, se non scopano una volta al giorno sgarellano.
Lo saluto sorridendo e mi faccio due passi per la piccola town.
Lo “sentono” che non sono un turista ne uno di primo pelo. Mi siedo con loro indifferente. Pago tutto al suo prezzo senza chiedere e chi prova a fregare lo becco subito. Non induco a fissare le donne velate che qua sono bellissime perché è una grossissima mancanza di rispetto che può costare cara. Non mi schifo al passaggio dei somari di cui l’isola è piena. Non mi azzardo neanche a tirare fuori la macchina fotografica,che soprattutto di questi tempi può costare il linciaggio. Con ogni probabilità puzzerò un pochino anch’io come loro.

È sabato. E dato che non fanno un cazzo tutta la settimana, stasera festeggiano con marunghi (una droga illegale in tutto il mondo che in Kenya e Somalia invece è legale), erba e alcool a fiumi.
Per andare in moschea ne riparliamo domattina.
L’ipocrisia viene meglio con la luce.
Mi fa sorridere il pensiero che Lamu è vista come l’isola dell’ortodossia religiosa. Qua ogni anno alla fine di novembre si tiene un festival mussulmano tra i più importanti del mondo arabo, qua sono stati scritti testi sacri storici e fondamentali per la religione mussulmana.
E adesso invece è piena di frogi (c’è persino turismo sessuale europeo maschile da queste parti!), spacciatori di droga e gente che non è mai entrata in una moschea!
Alla sera vado con Isac alla canteen della Polizia. Un ottimo posto dove si mangia con un euro, si beve birra a prezzi giusti, si può giocare a biliardo o guardare il calcio inglese (seguitissimo in tutto il Kenya).
Qua beach boys non sono ammessi, e tutta la Lamu “normale” è qua che si ritrova. Giochiamo un po’ al pool e poi a letto, sono stanco ed ho già voglia di ripartire. I miei dubbi sono confermati: nessun problema con i somali, tutte chiacchiere per impressionare e far dimenticare per un attimo che il mondo sta precipitando in baratro senza fine, la “religione” che si sgretola sempre di più sotto il peso della sua stessa ipocrisia, e poca gente che ha voglia di sapere come stanno davvero le cose, perché, come scrisse Pessoa: “dove c’è molto sapere/c’è molto da temere”.

Al mattino compro il biglietto per rientrare con Isac che mi chiede di rimanere ancora. Non ho più voglia rispondo. Sono stanco.

Sono stanco del Mondo, delle stronzate che ci raccontano da una vita, dei telegiornali e dei burattinai e sono stanco di lavorare per sopravvivere.
Vorrei una bella rivoluzione mondiale dove scorrono ettolitri di sangue.
Vorrei sbudellare con le mie mani tutto il Parlamento Italiano. Uccidere con un machete Montezemolo e Marchionne. Vorrei evirare tutti gli iscritti alla CGIL. Vorrei bere il sangue della Santanchè e della Carlucci e della Finocchiaro. Vorrei sgozzare.

Ed invece mi ritrovo un’altra volta a Malindi con il tavolo pieno di birre vuote a fumare pacchetti su pacchetti di sigarette. Impotente e inutilmente incazzato.
Mi vengono in mente i miei genitori e milioni d’italiani ingenui e perbene come loro traditi e svuotati di tutto.
Devo prendere una decisione: rivoluzione o perdizione?
Per stasera facciamo perdizione và.
Per stasera basterà un bel pompino e un buon massaggio fatto come Dio comanda da una prostituta mussulmana di nome Fatuma, 19 anni freschi freschi, che si presenta a casa mia chiusa dentro un burqua e nuda sotto. Con tanto di leccata di palle e culo che ricorderò nel tempo. Imparano a sette anni a fare buona fellatio queste mussulmanine qua. Ce le mandano i loro bravi genitori a fare esperienza alla “scuola dello Zio”.
Il tutto mi costa mille scellini. Che equivalgono a 8 euro.
Spero solo che quel testa di cazzo di Allah abbia visto tutto.

post dell'11 novembre

giusto per confermare le mie teorie "estremiste".
Nel mio libro "Mad(e) In Kenya", il report su Lamu parlava molto di un beach boys con il quale ho lavorato molto, il suo nome è Kalifornia.
Quando sono stato su giorni fà ho chiesto se era in giro. Non c'era.
Oggi ho saputo il perchè. A Natale, il mio amico Kalifornia ha portato in giro 4 italiani ricchissimi che soggiornavano in Lamu presso uno degli alberghi più cari dell'isola. Alla sera gli hanno chiesto di trovare della cocaina (sembra che gli italiani senza un cazzo in culo e senza coca non vivano).
Ebbene, dopo il primo tiro uno è MORTO subito.
Ad oggi Kalifornia ha una taglia sulla testa di 2 MILIONI di scellini (che possono essere equiparati  a un milione d'euro) messa in palio dal proprietario dell'albergo.
Sembra che sia nascosto in Tanzania.

1 commento:

  1. molto interessante e molto rabbioso! certe cose però mi restano oscure...forse mi dovrai raccontare di più dell'Africa perchè capisca veramente quello che hai scritto e le differenze che hai trovato!

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